Valeriana
Nome: Valeriana officinalis.
Habitat: E' comune nel sottobosco umido, al margine dei fossi e dei corsi d'acqua in tutta l'Europa.
Parte utilizzata: Il rizoma con le radichette.
Principi attivi e titolazione: Dalla radice raccolta nei mesi primaverili si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in acidi valerenici totali minimo 0,42%, secondo la Farmacopea italiana. Attenzione: prodotti non titolati o titolati in sostanze diverse (ad esempio valepotriati, fragili e facilmente alterabili), non vi offrono garanzie di efficacia.
Utilizzo: E' una pianta attiva sul sistema nervoso centrale, sul quale esercita azione sedativa e favorente il sonno. Animali trattati con valeriana mostrano in effetti una diminuzione dell'attività locomotoria, dell'aggressività e un'attività genericamente tranquillante. Gli effetti sul sistema nervoso centrale del fitocomplesso della Valeriana sono anche stati paragonati a quelli del diazepam e della cloropromazina, noti farmaci ad azione ansiolitica e sedativa, e si è notato che sono simili a quelli di questi farmaci, ma la loro intensità è notevolmente minore. Alcuni studi clinici controllati effettuati su pazienti affetti da lieve insonnia hanno dimostrato che la valeriana riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità del sonno nelle prime ore della notte, mentre non ha praticamente alcuna azione nelle ore successive di sonno.
Somministrazione giornaliera: 300-500 mg di estratto secco (corrispondenti a circa 1,5-2 mg di acidi valerenici) suddivisi in due somministrazioni giornaliere, di cui una alla sera per almeno un mese e poi al bisogno.
Avvertenze: Nessuna importante.
Controindicazioni: Non ha effetti collaterali importanti ma è sconsigliata in gravidanza, in allattamento e nel bambino di età inferiore ai 6 anni.
Interazioni: Può potenziare l’effetto dei barbiturici.