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Timo


Nome: Thymus vulgaris e albus.

Habitat: Diffuso in tutto l'emisfero boreale, nelle regioni a clima temperato.

Parte utilizzata: La pianta fiorita.

Principi attivi e titolazione: L’essenza di timo deve essere titolata in timolo min. 40%.

Utilizzo: Il Timo svolge una notevole azione antibatterica, soprattutto contro i germi Gram positivi aerobi, principali responsabili delle affezioni del tratto respiratorio. Questa azione è essenzialmente di tipo battericida, cioè capace di distruggere i batteri con cui viene a contatto, in particolare a concentrazioni più elevate. Ha anche un'attività fungicida su molti funghi dello strato superficiale della pelle e sulla Candida. Possiede azione protettiva contro i danni da radicali liberi, legata sia all'olio essenziale sia ai flavonoidi.

Somministrazione giornaliera: 5-10 mg al giorno di olio essenziale microincapsulato, da assumere possibilmente a stomaco vuoto per un periodo di trattamento che non dovrebbe superare i 20 giorni consecutivi.

Avvertenze: Se assunto a dosi elevate può provocare nausea, vomito, astenia, bradicardia, respirazione difficile e ipotermia. Tutti sintomi che scompaiono interrompendo il trattamento.

Controindicazioni: Il Timo va somministrato con particolare cautela a chi è affetto da ipotiroidismo o è in terapia con i farmaci antitiroidei o alle donne in gravidanza, perché riduce l’attività della tiroide.

Interazioni: Nessuna segnalata.

Curiosità: Il suo nome deriverebbe dal greco thyen che significa profumare ma per altri l'origine è egiziana e Timo farebbe riferimento a thm, una pianta utilizzata nel lavaggio delle salme da imbalsamare.