Ippocastano
Nome: Aesculus hippocastanum.
Habitat: Originario dell'Asia occidentale, si trova in tutta l'Europa, nel Medio Oriente e in Iran.
Parte utilizzata: I semi.
Principi attivi e titolazione: Dal seme dell'Ippocastano si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in escina (minimo 3%, secondo la Farmacopea italiana). Dalla corteccia si estrae invece un estratto secco titolato in Esculoside.
Utilizzo: È soprattutto utile in soggetti con insufficienza venosa cronica. Tale
azione è dovuta ad un aumento del tono capillare, causato da un incremento della contrazione della
muscolatura liscia della parete dei vasi sanguigni e anche da un aumento della resistenza e
dell'elasticità dei capillari, con diminuzione della loro permeabilità. Escina ed Esculoside sono
due principi attivi che si estraggono dall’Ippocastano. L’esculoside favorisce il fisiologico
riassorbimento dei liquidi in eccesso che fuoriescono dai capillari poco elastici, mentre L’Escina
contrasta questo fenomeno dall’origine rinforzando le pareti dei capillari e migliorando così l’e
lasticità dei vasi venosi.
Sono stati fatti alcuni studi clinici controllati sull'uso dell'Ippocastano
nell'insufficienza venosa, che ne hanno valutato l'efficacia misurando la sintomatologia dei
pazienti e in modo particolare il gonfiore a livello delle caviglie. Si è notato che l'efficacia di
questa pianta è analoga a quella che si ottiene utilizzando le calze contenitive, con netta
riduzione dell'edema alle caviglie e degli altri sintomi tipici di questa malattia.
Somministrazione giornaliera: Inizialmente 250 mg di estratto secco 3 volte al giorno (pari a 40 mg di escina tre volte al giorno) a stomaco pieno. Dimezzare la dose in fase di mantenimento.
Avvertenze: Può provocare rari disturbi gastrici e talvolta allergie.
Controindicazioni: Non va utilizzato in soggetti emofilici.
Interazioni: Può aumentare l’effetto dei farmaci anticoagulanti.