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Edera


Nome: Hedera helix.

Habitat: Comune nei luoghi ombrosi e semiombrosi, come pianta sia strisciante sul terreno sia rampicante.

Parte utilizzata: Le foglie.

Principi attivi e titolazione: Dalle foglie si ottiene l’estratto utilizzato in terapia. L’estratto secco è titolato in saponosidi totali min. 2%, mentre l’estratto fluido viene titolato in ederacoside C.

Utilizzo: E' utile nel contribuire ad aumentare la resistenza e l’elasticità dei capillari; ha anche efficacia nella riduzione dei problemi circolatori delle vene e nella diminuzione del gonfiore alle caviglie, con un effetto sinergico con quello delle piante più note utilizzate per combattere l’insufficienza venosa come l’Ippocastano, la Vite da vino e il Ginkgo Biloba. L’estratto di edera si è dimostrato utile anche per combattere la cellulite e per favorire la fluidificazione del catarro bronchiale, facilitandone in tal modo l’espettorazione. Aiuta anche a ridurre l’intensità della tosse, meglio ancora se in combinazione col timo.

Somministrazione giornaliera: 200-400 mg al giorno per l’adulto, da suddividere in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti. Applicato localmente a livello topico, l’E deracoside C migliora l’elasticità cutanea ed esplica un’attività lenitiva e defatigante.

Avvertenze: Molto raramente si sono evidenziati casi di lievi bruciori di stomaco e sporadici disturbi digestivi; tutti questi effetti scompaiono con la sospensione del trattamento.

Controindicazioni: E' controindicato in gravidanza e durante l’a llattamento.

Interazioni: Non segnalate.


 

Curiosità: Alcuni attribuiscono un'origine latina al nome Edera, ossia "haerere " che significa essere attaccato, mentre per la seconda parte del nome (helix) l'etimologia trae radici greche, "elissein", che si traduce in avvolgersi, strisciare sinuosamente.