Artiglio del Diavolo
Nome: Harpagophytum procumbens.
Habitat: Originario dell'Africa meridionale, in particolare Sud Africa, Namibia e Botswana, dove cresce sui suoli ricchi di ossido di ferro delle savane semidesertiche.
Parte utilizzata: Le radici laterali tuberizzate.
Principi attivi e titolazione: Estratto secco titolato in iridoidi totali espressi come arpagoside min. 1,8%.
Utilizzo: Viene utilizzato nel trattamento delle malattie reumatiche e per ridurre
i dolori alle articolazioni grazie alla sua notevole attività antinfiammatoria, alla quale si
associa quella antidolorifica che porta a far diminuire i dolori di chi soffre di artrosi. Sono
stati fatti alcuni studi sull'uomo, che dimostrano come l'estratto secco di questa pianta possa
ridurre i dolori nel paziente artrosico, con un tasso di efficacia che varia dal 42 all'85% a
seconda del tipo di artrosi e della gravità dei sintomi. Il periodo di latenza per il manifestarsi
dell'effetto è di circa 7-8 giorni, e raggiunge il massimo dopo circa 30 giorni, mantenendosi poi
immodificato.Non si conosce esattamente il meccanismo d'azione dell'Artiglio del diavolo ma è stato
accertato che agisce in modo differente dai farmaci antinfiammatori di sintesi, anche perché non
provoca i disturbi gastrici tipici di questi ultimi.
E' stato accertato che l'Artiglio del diavolo svolge pure una discreta attività
ipocolesterolemizzante e rilassante sulla muscolatura liscia dell’intestino.
Somministrazione giornaliera: Quantità giornaliera: 500-1000 mg di estratto secco a stomaco pieno per non più di due mesi. Poi fare un intervallo.
Avvertenze: Cautela in chi è affetto da gastrite o ulcera gastrica. In tal caso usarlo sempre a stomaco pieno.
Controindicazioni: Sconsigliato alle donne in gravidanza, allattamento e nel bambino di età inferiore ai 10 anni.
Interazioni: Non segnalate.