Alga Marina
Nome: Fucus vesiculosus
Habitat: Si trova lungo le coste dei mari temperati e freddi dell'emisfero nord, ed è particolarmente abbondante nel canale della Manica.
Parte utilizzata: Il tallo.
Principi attivi e titolazione: Dal tallo dell'Alga marina si ricava l'estratto secco nebulizzato e titolato in iodio totale minimo 0,05% e iodio organico minimo 0,02%, secondo la Farmacopea italiana.
Utilizzo: Utile in soggetti con sovrappeso. E' un dimagrante e ipolipemizzante
impiegato nelle diete e come cura anticellulite. Il suo meccanismo d'azione fa sì che lo iodio
fornito dall'Alga marina venga utilizzato dalla tiroide per la sintesi degli ormoni tiroidei che
favoriscono i processi catabolici cellulari, ossia la trasformazione dei materiali accumulati, come
i grassi, in energia. Questa pianta è quindi in grado di aumentare la produzione di questi ormoni,
che hanno azione catabolica su tutti i metabolismi e in particolare su quello lipidico. Ciò
significa che essi aiutano l’organismo a bruciare i grassi, in particolare quelli in eccesso
depositati nel tessuto sottocutaneo, e questo è il motivo principale grazie al quale l’alga marina
svolge azione dimagrante ed anticellulite. Il suo contenuto in alginati che sono fibre insolubili
che si rigonfiano nell'intestino, riesce a limitare l'assorbimento dei grassi e degli zuccheri.
Altre azioni:
Gli alginati inoltre agiscono nel lume intestinale con un meccanismo di tipo meccanico -
osmotico, grazie al quale richiamano acqua nel lume stesso favorendo l’idratazione delle feci e la
formazione di un bolo fecale più voluminoso e morbido. Questo fenomeno favorisce la peristalsi e
quindi stimola l’evacuazione, con un’azione simile a quella delle fibre vegetali classiche.
Somministrazione giornaliera: A fini terapeutici si consiglia un dosaggio giornaliero tra i 600 e i 1000 mg di estratto secco titolato da assumere in due somministrazioni, la mattina al risveglio e nelle prime ore del pomeriggio. La cura va proseguita per 2 o 3 mesi consecutivi.
Avvertenze: Un dosaggio elevato può causare ipertiroidismo con tremori, irritabilità, tachicardia, insonnia e ipertensione arteriosa. In rari casi può causare reazioni allergiche anche gravi.
Controindicazioni: E’ controindicato nel paziente cardiopatico, in particolare se portatore di aritmie tachicardiche, nell’ipertensione arteriosa grave, in gravidanza e durante l’a llattamento. Non va usato in pazienti portatori di malattie tiroidee caratterizzate da un funzionamento della ghiandola superiore al normale, come ad esempio il morbo di Basedow. Va usato con cautela nel bambino al di sotto dei 12 anni.