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Menopausa ed Isoflavoni di Soia


1. Cosa sono gli isoflavoni di soia?

La soia è un alimento di grande valore che sta ottenendo sempre più successo nell'alimentazione non solo dei vegetariani ma di tutte le persone che tengono alla loro salute. La soia ha sapore simile ai fagioli e può essere consumata proprio come un legume. La soia è uno dei cibi con la più alta concentrazione di isoflavoni, sostanze chiamate fitoestrogeni che ricordano l’azione degli estrogeni. Questo effetto simil-ormonale è particolarmente utile per le donne che desiderano assicurarsi un corretto e regolare equilibrio ormonale.
Gli isoflavoni della soia agiscono come gli estrogeni, riequilibrando sia condizioni di eccesso di estrogeni (come la sindrome premestruale) sia di carenza di estrogeni (come la menopausa), riportando gli ormoni a livelli corretti.
Quindi la presenza di isoflavoni rende la soia quindi un ottimo aiuto per i problemi della menopausa. Gli isoflavoni alleviano i sintomi della menopausa come le vampate di calore.
Essi costituiscono quindi un'ottima alternativa agli ormoni di sintesi spesso usati per combattere i problemi della menopausa ma dotati di effetti collaterali spiacevoli, che invece sono del tutto assenti nei fitoestrogeni.

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2. Relativamente al trattamento con isoflavoni di soia, quale è il titolo più indicato per l’estratto secco di isoflavoni di soia, il dosaggio giornaliero e la durata della cura?

L’estratto di soia oggi consigliato è quello titolato in isoflavoni totali al 40%. La dose giornaliera ottimale per ottenere il massimo dell’effetto è di 80 mg, meglio se in due somministrazioni.
Poiché non sono note reazioni avverse riguardanti l’assunzione di isoflavoni di soia, è possibile un utilizzo prolungato in terapia di lunga durata. Il momento in cui sospendere l’a ssunzione può essere una decisione valutata dal singolo soggetto, secondo la remissione della sintomatologia tipica della menopausa.

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3. E’ vero che alcune sostanze migliorano la flora batterica intestinale e quindi anche l’assorbimento degli isoflavoni?

Assolutamente sì. Gli isoflavoni esistono nella soia sotto forma di glucosidi, cioè sono legati ad uno zucchero e quando arrivano nell'intestino i batteri intestinali staccano lo zucchero e permettono un migliore assorbimento degli isoflavoni. Per questo per un buon assorbimento è bene che la flora intestinale del soggetto sia in buona salute.
L’assunzione concomitante di isoflavoni di soia e di sostanze chiamate prebiotici, il cui rappresentante più tipico è l’inulina, migliora l’assorbimento degli isoflavoni. L’inulina infatti favorisce lo sviluppo dei batteri utili dell’intestino e ostacola invece quello dei germi inutili o dannosi.

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4. Gli Isoflavoni di soia possono essere assunti da donne già colpite da tumore al seno?

Si ipotizza che una integrazione di fitoestrogeni possa portare ad una riduzione del rischio di sviluppare un tumore al seno; però è necessaria cautela finchè maggiori evidenze non consentiranno di dimostrarne l’utilità in rapporto al rischio / beneficio.

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5. C’è qualche controindicazione/avvertenza per l’assunzione degli isoflavoni di soia?

Gli Isoflavoni di soia non si possono assumere in gravidanza e durante l’a llattamento. Possono essere invece assunti con la maggior parte dei farmaci in commerci non essendo note particolari interazioni. L’unica eccezione è data dal tamoxifene, un farmaco ad azione antiestrogenica utilizzato in donne operate di tumore al seno.

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6. E’ meglio assumere un prodotto a base di soli Isoflavoni di soia o un prodotto con altre piante utili per la sindrome menopausale?

Le piante utilizzate per la menopausa agiscono generalmente in modo ormono-simile, agendo quindi sull’assetto ormonale; non ci sono studi su associazioni di queste piante, e non si conoscono gli effetti che possono causare se si assumono contemporaneamente.

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